lunedì 30 aprile 2012

Ray Caesar: Laminate Magazine "Usual Suspects"


Ray Caesar torna sulla copertina di Laminate Magazine n.4, "Usual Suspects", in uscita per la fine di giugno. Al suo interno ci sarà un articolo dettagliato. Per i primi 25 che cliccheranno qui riceveranno la copia firmata da Ray Caesar.

Insieme all'artista troverete anche MARK RYDEN//TARA MCPHERSON//BRIAN M. VIVEROS//VICTOR CASTILLO//BRANDT PETERS//SCOTT MOSGROVE//RUSS MILLS//RICHEY BECKETT//PAUL BARNES LESLIE DITTO//KENT WILLIAMS//NATHAN OTA//BRIAN DESPAIN//PHILIPPE STARCK//LUKE CHUEH//KID ZOOM//RHYS COOPER//MARI INUKAI//ALLISON SOMMERS//K-GUY BRANDI MILNE//MARCO MAZZONI//SKINNER//DIEGO FERNANDEZ//LADY AIKO FEMKE HIEMSTRA//ARKIV VILMANSA//MEGGS//MOJOKO.

Laminate Magazine #4, Usual Suspects's cover by Ray Caesar. The Most Wanted Creative Issue Vol. 4. “Usual Suspects” for a first 25 individuals can purchase their signed copy by Ray Caesar by clicking here.

Other artists: MARK RYDEN//TARA MCPHERSON//BRIAN M. VIVEROS//VICTOR CASTILLO//BRANDT PETERS//SCOTT MOSGROVE//RUSS MILLS//RICHEY BECKETT//PAUL BARNES LESLIE DITTO//KENT WILLIAMS//NATHAN OTA//BRIAN DESPAIN//PHILIPPE STARCK//LUKE CHUEH//KID ZOOM//RHYS COOPER//MARI INUKAI//ALLISON SOMMERS//K-GUY BRANDI MILNE//MARCO MAZZONI//SKINNER//DIEGO FERNANDEZ//LADY AIKO FEMKE HIEMSTRA//ARKIV VILMANSA//MEGGS//MOJOKO


domenica 29 aprile 2012

Incarnation by Mark Ryden

Un video incredibile e stupefacente per gli amanti del pop surrealism e soprattutto del padre indiscusso di questa corrente artistica.

Il diario della domenica: Michael Kenna e Xavier Alejo

giovedì 26 aprile 2012

Aqua Bless di Yamatogawa: nove storie "esplosive"

Da alcuni giorni si trova, nelle più fornite fumetterie, un manga che sta già riscuotendo particolare interesse: si tratta di Aqua Bless di Yamatogawa. Volevo parlare di questo mangaka giapponese già da alcune settimane in quanto alcuni fumettisti e illustratori (anche europei) sembrerebbero ispirarsi a lui. Non ho più avuto occasione di farlo e quindi approfitto dell'uscita della sua ultima opera per decantarne le qualità.

Mi astengo da qualsiasi critica pruriginosa che potrebbe solo deviare il discorso verso ambiti della cultura giapponese e dei manga in particolare che sarebbero devianti e farebbero scivolare l'opera in un cono d'ombra dal quale difficilmente riuscirebbe a ritrovare la luce. Vorrei invece porre l'accento sullo stile e sulle storie affrontate dall'autore di questo manga.

Aqua Bless esce in Italia per Magic Press dopo svariati anni rispetto la pubblicazione in Giappone (avvenuta nel 2006 per Akaneshinsha) e si presenta come un hentai di ottimo livello che raccoglie nove storie "esplosive" ideate, scritte e disegnate da Yamatogawa stesso, In queste storie lo stile morbido e pulito ricorda le opere precedenti, Witchcraft e Tayu Tayu. Il manga presenta nove storie che ripercorrono tematiche già affrontate anche nelle opere precedenti ovvero perversioni giovanili raccontate con eleganza senza abbondanza di particolari se la storia non lo richiede.

Insomma dietro ai manga di Yamatogawa c'è un vero e proprio filone hentai che non ha nulla da spartire con i fumetti commerciali e volgari che spesso infangano la cutura giapponese del fumetto.
La sinuosità e l'armonia dei corpi, nudi e non, delle protagoniste non fa altro che sottolineare le puculiarità che ruotano attorno ai temi e allo stile di Yamatogawa.

mercoledì 25 aprile 2012

Corsi e Rincorsi intervista: Justin Weinmann


Justin Weinmann è un pittore surrealista. La sua arte è solo un hobby e forse è proprio questa speciale caratteristica a rendere i suoi lavori così creativi. Justin ha studiato in Florida alla Florida State University dove ha conseguito il Bachelor of Science in Social Science successivamente Justin si è trasferito a Houston, Texas, dove attualmente lavora come insegnante. L'arte mutevole di Justin Weinmann è ancora alla ricerca di un soggetto e di uno stile ma ciò non significa che non ne abbia: ne ha molti, infatti, e tutti hanno un'anima surrealista. Nei suoi quadri gli elementi naturali giocano con i personaggi creando così una sorta di mondo favolistico. 

Justin Weinmann is a surrealistic painter. His art is just an hobby, and maybe this is a special feature that makes his works so creative. He studied in Florida at Florida State University, where he got a B.S. in Social Science and then he moved to Houston, Texas where he currently lives and works like a teacher. The shapeshifting art of Justin is still looking for its subject and style, but this doesn't mean it doesn't have one: it has many, indeed, and all of them with a surrealistic soul. In his paintings, natural elements are mixing with characters, thus creating a sort of fairy-tale world.

The protagonists of your paintings are very original, surreal. What do you want to communicate through these surreal portraits? 

I protagonisti dei tuoi quadri sono originali, surreali. Cosa vuoi comunicare attraverso questi quadri surreali?

I like to use the surreal element to allow the viewer of the art to determine their own message. I don't really like telling people what I think my art means to me because I think it can diminish what it means to them. So, I like to leave it open. I just like to juxtapose interesting elements so that a vast array of meanings can be composed.

Riguardo cosa voglio comunicare attraverso i miei personaggi mi piace usare l'elemento surreale per lasciare che lo spettatore trovi un suo messaggio. Non mi piace dire alle persone cosa penso del significato della mia arte perchè credo che possa sminuire la ricerca del loro personale significato. Allora la lascio "aperta" (la strada). Mi piace solo affiancare elementi interessanti in modo da poter comporre una vasta gamma di significati.

What inspire you to portray these subjects?

Cosa ti ispira nel ritrarre i tuoi soggetti?

You know, people ask about what inspires me the most, or what gives me ideas etc. And I don't really have an answer for that. More than anything I think colors inspire me. If you can put certain colors together that make a painting stand out it almost doesn't matter what the subject is. So, I like to pick subjects that are universally likable and use interesting colors to put them together.

Sai, le persone mi chiedono cosa mi ispira, da dove aivano le idee... e non ho una vera risposta. Più di tutto, credo che mi ispirino i colori. Se puoi mettere insieme certi colori in modo tale che un dipinto spicchi, allora non importa cosa sia il soggetto (o quasi). Quindi mi piace scegliere soggetti che sono universalmente apprezzati e usare colori interessanti per metterli insieme.

 What kind of technique do you use?

Quali tipi di tecniche usi?

My technique shifts from day to day because I use a lot of different mediums. Lately I've been using primarily india ink and brushes and water. At times I throw some acrylic in it. Also my technique will change sometimes mid painting. If I don't like how the thing is turning out I might completely shift gears and find a new way to get what I'm looking for. A lot of times that never works and I end up with a painting that is not at all what I was trying to do... then I end up liking it anyway. That's always a good feeling. Messing something up better than you could have done if you had done it right.

La mia tecnica si cambia giorno dopo giorno, perchè uso molti supporti e mezzi differenti. Ultimamente sto usando principalmente inchiostro india, pennelli e acqua. Ogni tanti utilizzo l'acrilico. La mia tecnica cambia anche mentre dipingo. Se non mi piace come stanno uscendo le cose, potrei completamente cambiare marcia e cercare un nuovo modo per ottenere l'obiettivo. Molte volte neanche questo funziona e mi ritrovo con un dipinto completamente differente da quello che provavo a fare.... e finisce che mi piace ugualmente. E' sempre una bella sensazione. Pasticciare qualcosa meglio di come l'avresti fatta nel modo giusto.

How do you describe your art?

Come descrivi la tua arte?

How do I describe my art? When I meet people in person and they find out that I'm an artist they ask me "what kind of art do you do?" I have yet to find an answer that satisfies me. I start off by telling them that a lot of it is a watercolor style with a surreal element with characters. That doesn't sound right to me though, but they always say, "Oh, okay, awesome!" and I give them a business card. They seem happy with that response and I guess I should be happy too because when they email me later after checking my art out they seem to like it.

Come descrivo la mia arte?  Quando incontro la gente di persona e scoprono che sono un artista mi chiedono "che tipo di arte fai"? Devo ancora trovare una risposta che mi soddisfi. Inizio con il dire che la gran parte di essa è in acquerello con un elemento surrealista misto a personaggi. Non suona molto bene, comunque, ma tutti dicono sempre "Oh, ok, fantastico!" e dò loro un biglietto da visita. Sembrando contenti della risposta e credo che dovrei esserlo anche io perchè quando mi scrivono per email dopo aver visto i miei lavori, sembrano piacergli.

What are your plans for the future (regarding your art)? 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro (riguardanti la tua arte)?

My plans for the future... Well, because I never really wanted to pursue art as a career I would go through times of making a lot of art and times where I didn't do anything at all. I want to change that. I want to make sure that I now can draw everyday at least a little bit... forever. Never stop. I make my art for me and I shouldn't let myself down for not making it.

I miei piani per il futuro.... Beh, poichè non ho mai voluto fare della mia arte un lavoro, ci saranno periodi in cui ne farò molta e altri in cui non ne farò per niente. Vorrei però cambiare questo aspetto (della mia vita). Vorrei riuscire a disegnare tutti i giorni almeno un po'... per sempre. Mai fermarsi. Svolgo la mia arte per me e non dovrei abbattermi per non svolgerla.

martedì 24 aprile 2012

Jenn Porreca e l'arte sperimentale: dalla street art ai manga

Figlia di due artisti, Jenn Porreca ha vissuto l'adolescenza viaggiando dal Medio Oriente agli Stati Uniti fino a toccare l'Europa. Jenn Porreca sperimenta, attinge dalla cultura dei manga giapponesi, dalla street art, dal pop surrealism e dalla letteratura creando opere di grande impatto emotivo. 

La sua creatività unita a un carattere deciso, forse schivo ma schietto, la rendono un'artista curiosa, sempre alla ricerca che guarda oltre, avanti che vuole conscere e non si arresta alla superficialità delle cose. Questo traspare dalle sue opere, inoltre Jenn Porreca non ha mai frequentato una scuola d'arte tradizionale e, probabilmente, la freschezza e la ricercatezza dei soggetti scelti da Jenn Porreca sono una lineare conseguenza del suo percorso artistico. 

Dopo essersi fermata a San Francisco, dove vive e lavora, Jenn Porreca si è costruita un mondo attraverso le sue opere costituite da donne sinuose coperte da tessuti colorati e sospese in un'atmosfera onirica e surreale

Riscrivo di seguito la sua risposta ad una domanda postale da Juxtapoz Magazine
If you had three wishes, what would they be?
To wear red slippers like Dorothy (they would work when you click them), to run away with the circus, and live in an Antonio Gaudi type house; it would be by the ocean and have a view from the kitchen.  Is this too much to ask?
Credo che questo riassuma l'artista Jeen Porreca e il suo immaginario








Le inquietanti storie di Daniel Danger

Nella sua biografia si legge che proviene dal New England ed è figlio di un insegnante d'arte e un vasaio professionista. Ma Daniel Danger non è destinato a restare nell'anonimato al contrario parte di quella generazione di artisti (giovani, giovanissimi) che si stanno costruendo un lungo futuro nel panorama artistico internazionale. 

Illustratore e incisore, Daniel Danger riproduce su carta sensazioni di solitudine, stati d'animo inquietanti e atmosfere cupe, le stesse che, probabilmente, vive circondato da case fatiscenti, ponti ferroviari ormai in disuso da decenni, alberi secolari e distese di terreni incolti. 



Le sue opere hanno il potere di catturare l'attenzione dell'osservatore proiettandolo in un mondo dove le storie non hanno mai (o quasi mai) un lieto fine: spettri di bambini, creature sconosciute, paesaggi lugubri e silenziosi dove la notte regna sovrana.

Nonostante l'artista abbia dichiarato di ispirarsi alle ambientazioni del Nord America, non si può non notare una certa vicinanza con le opere di Tim Burton, ma anche alcune quadri di David Stoupakis. Vi suggerisco di guardare le opere di Daniel Danger mettendo come sottofondo musicale i Katatonia oppure Harvest degli Opeth. A mio parere un ottimo connubio tra arte e musica metal.

Alcune opere sebrano essere state studiate come parte integrante di un fumetto, a riprova del fatto che ogni illustrazione lascia trasparire la voglia e la capacità di raccontare anche senza usare le parole. Se volete farvi trascinare dal suo modo di disegnare o restare intrappolati in un mondo surreale tra tratti cupi e inquietanti non dovete fare altro che visitare il sito di Daniel Danger http://tinymediaempire.com









domenica 22 aprile 2012

Matt W. Moore (MWM Graphics): dai Vectorfunk ai Graffiti, un'arte sempre in movimento

Prolifico visual artist le cui opere impressionano lasciando sbalordito chiunque, Matt W. Moore emerge anche per il suo carisma e l'eccezionale percorso artistico che sta costellando la sua vita di riconoscimenti provenienti da tutto il mondo. Fondatore di MWM Graphics, uno studio di design e illustrazione con sede a Portland nel Maine, fondatore di Core Deco e co-fondatore e designer per l'abbigliamento Glyph Cue, Matt utilizza varie tecniche dalle colorate illustrazioni digitali (firmate "Vectorfunk"), agli acquerelli alla vernice spray sulle mura delle città (America latina, Stati Uniti, Europa).

In un'intervista per Abduzeedo.com Matt ha dichiarato di aver risentito del fascino per il graphic design, brand design, illustrazione e per la street art fin da ragazzino e di aver capito, già in tenera età, che quella sarebbe stata la sua strada.
Nelle sue opere ciò che emerge e colpisce l'osservatore sono i colori brillanti, i giochi di luce che si creano, le alternanze tra primari e secondari, la perfetta geometria con la quale viene incastrato ora l'uno ora l'altro colore, ma la anche la spontaneità che dirige l'opera stessa.

Picasso, MC Escher, Dondi White, Doze Green, Jurne, Rime, Alex Trochut, Si Scott, Mario Hugo, Maya Hayuk... questi sono alcuni dei nomi da cui trae ispirazione Matt W. Moore tuttavia "la lista potrebbe continuare all'infinito. Viviamo in tempi interessanti".

E' interessante è ascoltare l'artista mentre racconta dei cambiamenti della sua arte: graffiti e murales pensati, all'inizio, come grandi progetti di graphic design o illustrazioni mentre oggi l'obiettivo sembra essere quello di avvicinare la street art all'astrattismo creando esplorazioni intrecciate nelle varie tecniche di lavoro. Giochi di incastro per un'arte sempre in mutamento.






Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.mwmgraphics.com/

Il diario della domenica: Harun Yahya

venerdì 20 aprile 2012

Grant Snider: vivendo in un mondo fantasmagorico e surreale

Premio Strega 2012: la rosa dei dodici candidati

E dopo un artista californiano che racconta favole con pennelli, acrilici e vernice spray vorrei spostare l'attenzione su chi racconta storie attraverso le parole e su quanti sono stati chiamati per premiarle. Mi riferisco ai dodici candidati al Premio Strega 2012:



  • La logica del desiderio di Giuseppe Aloe (Giulio Perrone Editore) 
  • Il silenzio dell’onda di Gianrico Carofiglio, (Rizzoli)
  • La colpa di Lorenza Ghinelli (Newton Compton)
  • Così in terra di Davide Enia (Dalai editore)
  • Nel tempo di mezzo di Marcello Fois (Einaudi) 
  • Malacrianza di Giovanni Greco (Nutrimenti), 
  • Il corridoio di legno di Giorgio Manacorda (Voland) 
  • La scomparsa di Lauren Armstrong di Gaia Manzini (Fandango) 
  • La sesta stagione di Carlo Pedini (Cavallo di Ferro)
  • Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi di Alessandro Piperno (Mondadori)
  • Qualcosa di scritto di Emanuele Trevi (Ponte alle Grazie).

La presentazione ufficiale dei candidati avverrà il 10 maggio al Teatro San Marco di BeneventoTullio De Mauro, presidente del Comitato e Direttore della Fondazione Bellonci, ha sottolineato la presenza, per la prima volta allo Strega, di editori come Giulio Perrone, Nutrimenti, Transeuropa e Cavallo di Ferro. La prima votazione si terrà a Casa Bellonci, sede della Fondazione, mercoledì 13 giugno.

I favolosi quadri di Greg “Craola” Simkins: un Lewis Carroll contemporaneo

Greg “Craola” Simkins: quando si dice "un nome una garanzia". Dai pastelli e dalle matite all'inchiostro, dalla vernice spray al disegno digitale per poi passare all'acrilico. Nel corso degli anni Greg “Craola” Simkins ha utilizzato varie tecniche che spesso si sono fuse in un'unica opera, altre volte  hanno dato vita a mondi differenti. Tuttavia le tecnice utilizzate dall'artista californiano credo che possano riassumere la sua visione dell'arte e il suo modo di viverla costantemente giorno dopo giorno: una contaminazione continua, quello che lui chiama "rapporto simbiotico" che si viene a creare tra il quadro e l'osservatore e tra i vari elementi del quadro stesso. 

Partendo dai personaggi a lui più cari della Disney o dai protagonisti di libri che hanno popolato la sua infanzia Greg “Craola” Simkins ha alimentato il suo già folto immaginario e la sua creatività. E cosìdavanti ad ogni suo quadro si ha la sensazione di trovarsi in un sogno. Sognare ad occhi aperti ed essere catapultati nei luoghi più fantasmagorici che possano esistere, con personaggi degni della favola di Alice in Wonderland.

Mi piacerebbe definire Greg “Craola” Simkins un Lewis Carroll contemporaneo che cerca mondi altri e in questi tenta di rifugiarsi, luoghi immateriali, irreali, surreali e con sé, l'artista, porta anche il pubblico che lo segue o l'osservatore che casualmente inciampa tra i suoi quadri. Spingersi oltre, ricercare il surreale, rifugiarsi nei sogni, nell'immaginazione. E' questo il mestiere di Greg “Craola” Simkins.

Ecco che nei suoi quadri appaiono fiori esotici accanto a specie marine di rara bellezza, oppure piante rampicanti che si intrecciano con bambini che di umano hanno ben poco e ancora animali camuffati da guardiani di un bosco incantato, creature bizzarre e strane che solleticano l'immaginazione dell'osservatore.

Elementi che provengono dalla pop culture si mescolano con il pop surrealism e con il surrealismo di stampo tradizionale. Una creatività e un'immaginazione fervide e prolifiche fanno di Greg “Craola” Simkins un artista di grande talento, capace di raccontare favolose storie attraverso i suoi quadri.


giovedì 19 aprile 2012

Fumetto d'autore: Sergio Algozzino in Ballata per Fabrizio De André (edizioni BeccoGiallo)

I migliori libri letti di recente mi sono stati regalati da una persona speciale, una persona che sa i miei gusti letterari. Per quanto concerne l'opera che presenterò oggi, la persona in questione conosce bene anche i miei gusti musicali e (è proprio il caso di aggiungere) poetici. Mi riferisco a Ballata per Fabrizio De André, edito da BeccoGiallo, una storia a fumetti, un omaggio al grande poeta della musica italiana, Fabrizio De André.

Su di lui si è scritto e si scrive tantissimo: dai saggi agli articoli di giornale, dalle citazioni strappate ai 140 caratteri di Twitter alla pubblicazione di video dei suoi concerti su facebook, da tesi di laurea a interviste a chi cerca, ogni giorno, di far rivivere la sua poesia. Ci sono penne molto più esperte, penne che si destreggiano sicuramente meglio della mia quando si apre il discorso relativo Fabrizio De André. E a queste voci colte, illuminate, portatrici di una saggezza che cerca di avvicinarsi a quella del cantautore genovese, lascio il posto per scrivere di De André e decantarne la vita e le canzoni in un modo che, probabilmente, io non saprei fare. 

Tuttavia oggi vorrei presentare l'omaggio a fumetti a Fabrizio De André. Illustrato e scritto da Sergio Algozzino, Ballata per Fabrizio De André è un libro che parte da una "folle idea" (usando le parole dell'autore): "riunire i personaggi delle canzoni di Fabrizio" senza però seguire "un soggetto classico, lineare". Ed ecco ciò che la mente creativa di Sergio Algozzino e la flessibilità (oltre all'apertura mentale) dell'editore BeccoGiallo hanno partorito: un'opera estroversa, eccentrica, originale, che parla delle canzoni di De André rivolgendosi direttamente ai lettori. 

Sfgliando le pagine di questo fumetto a colori si ha la sensazione di trovarsi in un teatro. Noi, i lettori, siamo gli spettatori mentre gli attori sono proprio i protagonisti delle canzoni di Fabrizio: Marinella, Piero, Bocca di Rosa, Il Pescatore e ancora Il Giudice, Dolcenera, Il Blasfemo, Il suonatore Jones... alcuni veri e propri attori, altri semplici comparse eppure tutti hanno un obiettivo: rendere omaggio al grande De André.

Perché loro saranno pure i protagonisti delle sue canzoni ma questo non è "un limite" afferma Fernanda, il travestito infatti "chiunque ci ascolta ci immagina a modo suo, regalandoci una nuova esistenza", sono le parole di Angiolina a cui seguono quelle del Suonatore Jones (sarà proprio lui a ricordare le canzoni di Fabrizio e a presentare al pubblico gli altri attori), di Gesù e Bocca di Rosa

E come in una rappresentazione teatrale, alla fine gli attori si inchinano al pubblico, chiamati dall'autore, Sergio Algozzino, il quale instaurando un dialogo intimo e sincero con il lettore li presenta al pubblico e ne motiva le scelte, ora dell'uno ora dell'altro, arrichendo il racconto di particolari personali.
Ma il sipario non cala. A chiudere l'opera sarà la cronistoria di Francesco Vettore, una sintetica cronologia "che prova a raccogliere le tracce dell'esperienza umana e artista di Fabrizio De André".

Sergio Algozzino saluta il cantautore genovese nel modo che più gli è consono ovvero attraverso il fumetto, con un tratto deciso e nel contempo timido, con la voglia di raccontare e il timore di azzardare in un progetto che, come si diceva all'inizio, non ha seguito un soggetto classico e lineare. E chissà che proprio per questo non abbia strappato un sorriso al cantautore. Un sorriso abbozzato mentre si accende una sigaretta. 

mercoledì 18 aprile 2012

Corsi e Rincorsi intervista: Davide Failla

Si definisce un autodidatta ma osservando le sue opere sembra di trovarsi di fronte ad un artista con esperienza decennale. Si tratta di Davide Failla, giovanissimo illustratore di Caltagirone che vive di una forte passione per il disegno e per l'arte in generale. L'immaginario di Davide Failla si nutre di fantasia e creatività originali oltre a una buona dose di consapevolezza verso ciò che la realtà gli propone ogni giorno. Ed è proprio un gioco tra reale e irreale che avviene nei quadri di Davide Failla. Un realismo che si bagna di magia e che supera i confini propri della realtà stessa.

Dipinti in bianco e nero, (utilizzando matite e Faber Castell), alternanza di luci ed ombre. "Credo che lasciando le illustrazioni in bianco e nero, posso dare maggiore libertà all'osservatore per interpretare il tema trattato nell'illustrazione" dichiara l'artista. E proprio sui temi vorrei soffermarmi maggiormente: intrecci narrativi dove i personaggi sembrano uscire da una favola moderna o da un'antica leggenda risalente alla nostra infanzia, di quelle che ci raccontavano le mamme prima di addormentarci. 

Eppure, osservando con attenzione, Davide Failla rielabora personalizzando gli intrecci narrativi che prendono spunto dalle favole moderne e non. Infatti, come ha dichiarato l'artista, le illustrazioni "partono dal fanciullesco e culminano nelle più intricate e criptate teorie di psicologia e sociologia": la figura di Pinocchio, nelle illustrazioni di Davide Failla diventa la protagonista di "Pinocchio tra i bugiardi", il pagliaccio sarà il protagonista di "The reality", i folletti troveranno spazio in "Beffardelli".


Disegni da sempre o c'è stato un momento preciso che ti ha portato a produrre queste opere?

Disegno da sempre, sin dall'asilo. Alle elementari suscitavo la meraviglia dei compagni perchè riuscivo a disegnare molto bene i personaggi di Dragon Ball e altri manga. Sempre alle elementari ho illustrato un libricino che conteneva poesie e pensieri della mia classe. Alle medie il disegno si è evoluto e da un paio d'anni gioco con i contrasti, le sfumature e le ombre. 

In un Paese che lascia poco spazio ai giovani dove la cultura spesso non viene premiata, quali progetti hai per il futuro?

I miei progetti riguardano intanto la ricerca di una stabilità economica, non importa con quale lavoro e nel contempo continuare a disegnare, a creare. Poi, se riesco a fare dell'illustrazione il mio lavoro sarò molto più contento e soddisfatto.

Accetteresti dei lavori su commissione?

Dipende. Se capisco che si tratta di qualcosa che mi rappresenta, accetto. Se però già dall'inizio sento che non è roba mia, lascio perdere. Certo sarebbe interessante sperimentare in ambiti metaforici differenti, tuttavia la sperimentazione è un rapporto intimo, dove l'unico censore del processo sperimentativo sono io stesso. Non sono sicuro di riuscire a sperimentare con chi richiede una determinata e precisa cosa, in quanto potrei anche non riuscire a realizzarla, come vuole il mandante dell'opera. 

Quali sono i tuoi illustratori e i tuoi generi artistici preferiti?

Amo molto l'arte di Vincent Hui, la trovo vicina al mio mondo, creativo e non. Comunque, da sempre, mi affascinano Vincent V.Gogh, Salvador Dalì, per certi versi Magritte e anche Bacon, Ensor e Munch. Ognuno per un motiv. Di V.Gogh apprezzo il soggettivare la sua realtà, attraverso quella che fu definita "grafia pittorica", alludendo al suo modus operandi. Di Dalì la psiche e le sue esternazioni, direzionate dall'arte, che secondo me solo nel maestro spagnolo si possono cogliere. Magritte per le allusioni alla persona e ai contesti entro i quali questa si determina. Bacon per la vita che ha condotto e che poi ha riportato nelle opere. Ensor per il suo esternare sociale che è chiarissimo, almeno a parere mio, nelle sue opere e poi Munch un po' per la vita, un po' per la portata delle emozioni che vengono suggerite e servite accostandosi a qualsiasi sua opera, da L'urlo a tutte le altre.