giovedì 19 aprile 2018

Aurora Consurgens, Alessia Iannetti in mostra alla Corey Helford Gallery

Aurora Consurgens, Alessia Iannetti
a cura di Caro Buermann
Corey Helford Gallery
571 S Anderson St
Los Angeles, CA 90033
07 Aprile 2018 - 05 Maggio 2018


Almost Light, Almost Night graphite, watercolor and acrylic color on wood 12" x 16" (31 x 41cm) $4,740

Alessia Iannetti è nata nel 1985 a Carrara, si laurea all’Accademia di Belle Arti dove ha studiato con il Professor Omar Gallianidiventa ben presto una delle maggiori esponenti del Pop Surrealismo in Italia. Da Galliani ha ereditato la sua sapiente tecnica: grafite su pannelli di legno. Conquistato il pubblico e la critica attraverso il suo tratto, Iannetti si contraddistingue per le inquadrature cinematografiche fatte di neri, bianchi e di infinite sfumature di grigi, ripristinando la perfezione della profondità in monocromia e disegno. 

Autrice di uno storytelling illustrativo dove le atmosfere gotiche si intrecciano a favole surreali dalle ambientazioni noir, Iannetti in Aurora Consurgens esplora, indaga e idealizza il Divine Feminine e il suo rapporto con la natura. "Lucciole, api, falene, farfalle e uccellini emergono dalla natura originaria della realtà manifestata, dalla Grande Madre Universale", dichiara l'artista. "Rappresentano l'onnipresente potenziale illuminato e segreto, un'effervescenza immanente che si nasconde dietro le illusioni ordinarie. L'occhio dell'artista rivela questo mistero, che è intriso di colori e forme in un momento di connessione, di presenza sensuale in Altrove, di un leggero disturbo o di un sorriso fugace. Nei dettagli meticolosi si intravede la fragile eternità della bellezza rubata dal tempo; tra l'ombra e la luce emerge un volto sacro della Poesia, giovane Ecate, pura e mortale. "











mercoledì 18 aprile 2018

Henry Miller, Sexus...

È completamente mia, quasi come una schiava, ma io non la possiedo. Sono io ad essere posseduto.

Henry Miller


Festival Giornalisti del Mediterraneo 2018: decima edizione

L’Associazione “Terra del Mediterraneo”, in partnership con il Comune di Otranto (Le), Regione Puglia, Assessorato al Turismo e Cultura, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e il Master in Giornalismo, organizza la 10^ edizione del Concorso “Giornalisti del Mediterraneo” nell’ambito dell’omonimo Festival in programma dal 10 al 16 settembre a Otranto (Le), con l’obiettivo di avviare una riflessione e dialogare su Mediterraneo, Medio Oriente, Isis e Terrorismo trattando temi quali etica dell’informazione, dell’impegno civile, del legame tra informazione e legalità, di pace e dialogo interreligioso.



Il premio sarà assegnato ad articoli pubblicati su testate della carta stampata o del web e a servizi
giornalistici trasmessi su emittenti radio/televisive, che rientrino nelle seguenti sezioni:

  1. “Terrorismo internazionale, dalla Siria all’Europa”
  2. “Mediterraneo e diritti negati”
  3. “Pace e Immigrazione”

Al Concorso “Giornalisti del Mediterraneo” possono partecipare giornalisti professionisti, pubblicisti, studenti di corsi di laurea in Scienze della Comunicazione e/o Master in giornalismo. Gli allievi di una Scuola o Master di giornalismo dovranno allegare l’attestazione di frequenza, da cui si evinca il percorso formativo, rilasciata dall’Ente.

I candidati potranno presentare le proprie opere entro il prossimo 30 maggio 2018. È possibile scaricare il regolamento dal sito www.giornalistidelmediterraneo.it o chiedere informazioni chiamando il numero 346.8262198.

“Il raggiungimento del decimo compleanno del concorso, insieme al festival, - spiega Tommaso Forte, giornalista e autore del Festival - rappresenta un grande traguardo.  Attraverso questi due momenti, infatti, quello che abbiamo fatto in tutti questi anni e che continuiamo a fare, è aprire un dibattito per capire, alla luce dei conflitti nel Mediterraneo che indirettamente toccano anche il nostro Paese, quali sfide ci attendono per il futuro. Ciò grazie ai lavori dei reporter che quei conflitti li vivono in prima persona, nei teatri di guerra. Quanto alla questione dell’immigrazione, altro tema cardine del Festival, sono tanti i pregiudizi e, talvolta, un ruolo determinante nell’alimentarli lo hanno i media”.

“I dieci anni del Festival dei Giornalisti del Mediterraneo - aggiunge Lino Patruno, presidente della giuria - segnano un prestigioso traguardo della manifestazione e giungono in un momento di grave crisi internazionale. La guerra in Siria, la tensione nel Mediterraneo, la violazione dei diritti umani, la minaccia del terrorismo internazionale, la tragedia dell’immigrazione sono troppo vicini a noi per non coinvolgerci non solo come giornalisti”.

Scarica il regolamento: http://www.a-post.it/giornalistidelmediterraneo/wp-content/uploads/2018/03/REGOLAMENTO-GDM-2018.pdf


Street Art of the Week

Appuntamento settimanale con la migliore street art da tutto il mondoUn tuffo nella bellezza.

L'arte è la natura vista attraverso un temperamento.
Maurice Denis



















martedì 17 aprile 2018

Hanya Yanagihara, Una vita come tante

Ognuno di noi ha dei sentimenti che evita di manifestare perché sa che facendolo renderebbe la sua vita più complicata. 

Hanya Yanagihara, Una vita come tante


Collettiva di Primavera 2018 - Mostra mercato d’arte contemporanea alla Edarcom di Roma

Collettiva di Primavera 2018 - Mostra mercato d’arte contemporanea
a cura e ideazione di Gianfranco Ciaffi e Francesco Ciaffi
Galleria Edarcom, Via Macedonia, 12/16 – Roma
20 aprile 2018 – 19 maggio 2018


Presso la galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa di Roma, torna il tradizionale appuntamento con la Collettiva di Primavera, la mostra mercato dedicata a dipinti, sculture ed opere grafiche di molti tra i più importanti artisti attivi dalla seconda metà del '900 ai nostri giorni.
Per tutto il weekend, a coloro che interverranno, saranno proposte condizioni di acquisto particolarmente vantaggiose: un’occasione unica per chi voglia avvicinarsi all'arte contemporanea, nelle sue molteplici forme e tecniche, tra le opere dei tanti artisti che compongono l'ampio catalogo della galleria.
Come ogni anno, tutta la superficie espositiva sarà allestita al fine di poter dare la più ampia visibilità a ciascuno degli oltre trenta artisti con cui la galleria collabora.

Franco Fortunato - La città e i segreti

Angelo Colagrossi - Luce da p.c. accesi - acrilico su tela cm. 100x100

Carlo Roselli - Partita a biliardo -  acrilico su tela cm. 80x100

Piero Mascetti - Delizia alcolica - olio su tela cm 55x82



Lino Tardia - Omereide - olio, tempera, acrilici, materiale vinilico e foglia d'oro zecchino su tela cm. 40x40

Mariarosaria Stigliano - NOTTURNO, olio, pigmenti e smalti su tela, 80x120cm, 2015

Marta Czok - Boys and boat - acrilico e grafite su tela cm 40x40

Cynthia Segato - Cena al bacio - olio su tavola cm 150x100

Enrico Benaglia - La nave domestica - olio su tela cm. 60x50

Artisti Esposti 
Ugo Attardi, Mauro Bellucci, Enrico Benaglia, Franz Borghese, Ennio Calabria,
Angelo Camerino, Michele Cascella, Tommaso Cascella, Giuseppe Cesetti, Angelo Colagrossi,
Roberta Correnti, Marta Czok, Mario Ferrante, Salvatore Fiume, Franco Fortunato, Felicita Frai,
Franco Gentilini, Gianpistone, Emilio Greco, Renato Guttuso, Ivan Jakhnagiev, Franco Marzilli,
Piero Mascetti, Maurizio Massi, Francesco Messina, Mauro Molle, Norberto, Sigfrido Oliva,
Ernesto Piccolo, Giorgio Prati, Salvatore Provino, Domenico Purificato, Aldo Riso, Carlo Roselli,
Sebastiano Sanguigni, Aligi Sassu, Cynthia Segato, Mariarosaria Stigliano, Orfeo Tamburi, Lino
Tardia, Renzo Vespignani.

Info
06.7802620 - www.edarcom.it

Keith Haring at work, Brasil

Nulla può essere fatto senza la solitudine
Pablo Picasso


Keith Haring at work, Brasil

martedì 10 aprile 2018

#IncantoEpoesia L'amore è assoluto. Tondelli, Camere Separate

"L'amore è assoluto, non si può comandare, accelerare, evitare, guidare. L'amore è totalità e pienezza. Per questo Leo sapeva che sarebbe dì nuovo tornato a lui, ma quello che non sapeva era appunto il modo, l'accadimento con il quale amore avrebbe mostrato, di nuovo, il proprio volto". 
Pier Vittorio Tondelli, Camere separate



Universo Futurista in mostra al Gavina di Bologna. Fondazione Cirulli

Universo Futurista
A cura di Jeffrey T. Schnapp e Silvia Evangelisti
Fondazione Massimo e Sonia Cirulli
via Emilia, 275 I 40068 San Lazzaro di Savena - Bologna 
21 aprile - 18 novembre 2018


L'edificio di Dino Gavina, alle porte di Bologna, rivive grazie al'operato di Massimo e Sonia Cirulli attraverso la Fondazione Cirulli. L'inaugurazione dell'edificio, il 20 aprile, fa da apripista alla mostra Universo Futurista curata da Jeffrey T. Schnapp e Silvia Evangelisti.

La mostra è focalizzata sul nucleo della collezione dedicato a questo periodo storico (1909 -1939) su cui non cessa di rinnovarsi l’attenzione degli studiosi, attraverso mostre e pubblicazioni, e del pubblico. La selezione di opere dalla collezione della Fondazione Cirulli pone l’accento su tematiche centrali dell’estetica futurista come l’inno alla vitalità creativa, alla giocosità e alla fantasia di un’arte che rallegra il mondo ricreandolo integralmente, riprendendo le parole del Manifesto “Ricostruzione Futurista dell’Universo” redatto nel 1915 da Giacomo Balla e Fortunato Depero.

L’estetica futurista muove i suoi passi da un nuovo modo di concepire la creazione artistica, che
supera i confini delle arti tradizionali e coinvolge la vita quotidiana nella sua totalità per diventare “arte totale”, creando un legame strettissimo tra arte e vita.
Universo Futurista approfondisce questa nuova concezione estetica attraverso l’accurata selezione di dipinti, sculture, oggetti di design, disegni progettuali, fotografie e fotomontaggi, manifesti pubblicitari e documenti autografi di ogni genere realizzati da artisti futuristi dal 1909 fino alla fine degli anni ‘30 del Novecento.

Attraverso una straordinaria varietà di opere della Fondazione Cirulli, il percorso espositivo propone "ambientazioni" dedicate a tematiche care ai futuristi come la velocità, l’energia, il progresso, l’uomo meccanizzato e il design domestico, che si organizzano attorno a cinque unità strutturali principali: la sala della conquista dell'aria, il muro dei manifesti, le “costellazioni“ (8 unità tematiche), le “orbite“ (6 aree monografiche dedicate a figure rilevanti del periodo futurista la cui produzione artistica è ben documentata nella Collezione Cirulli) e gli “spazi“ (2 installazioni costruite intorno agli arredi).

Come spiega lo studioso americano Jeffrey T. Schnapp, co-curatore della mostra, il progetto non segue un’impostazione storico-artistica tradizionale ma propone un percorso esplorativo attraverso l’abbondanza e la molteplicità dei materiali conservati nella collezione della Fondazione, evidenziando raggruppamenti, costellazioni, ritmi diversi di opere e variazioni di misura dal grande al piccolo, dal pieno al vuoto.

In mostra un nucleo di oltre 200 opere realizzate in diversi materiali, forme e misure create da artisti
quali Balla, Boccioni, Bonzagni, Bucci, Casarini, Chiattone, D’Albisola, Depero, Diulgheroff,
Guerrini, Korompay, Licini, Marchi, Marinetti, Masoero, Munari, Prampolini, Russolo, Schawinsky, Sant’Elia, Sironi, Tato, Thayaht. 
Universo Futurista include capolavori dalla vicenda collezionistica unica, come il quadro Disgregazione x velocità (1913) di Giacomo Balla. Pubblicata nel volume "Pittura e scultura futuriste" di Umberto Boccioni (1914), l’opera fu esposta negli Stati Uniti nel 1915 in occasione della “Panama Pacific International Exposition”, l'esposizione universale che si svolse a San Francisco per celebrare il completamento del Canale di Panama; una grande manifestazione con oltre 11.000 opere esposte provenienti da Europa e Stati Uniti. Al termine dell’esposizione,
dell’opera di Balla si perse ogni traccia, fino al ritrovamento avvenuto qualche anno fa proprio
negli Stati Uniti.

Anche uno dei dipinti urbani di Osvaldo Licini esposti in mostra ha una storia particolare. Durante le operazioni di restauro del dipinto è stato rinvenuto, piegato all’interno della cornice, il ritaglio di un articolo del quotidiano bolognese “Il Resto del Carlino” che commenta la mostra futurista del 1914, della durata di una notte e un giorno, organizzata nei sotterranei del Grand Hotel Majestic di Bologna (allora Baglioni). Alla mostra presero parte cinque giovanissimi artisti: Giorgio Morandi, Severo Pozzati, Giacomo Vespignani, Mario Bacchelli e Osvaldo Licini che espose, tra le altre, l’opera sopra citata.

Saranno inoltre esposti schizzi e disegni progettuali inediti di Antonio Sant’Elia; il pastello Nike,
Vittoria dell’Aria (1913) di Umberto Boccioni; una raccolta di foto dinamiche di Anton Giulio
Bragaglia (ca 1915); il primo e unico manifesto del film futurista Thays (1917), realizzato da Enrico Prampolini; foto e collage del periodo futurista di Bruno Munari; l’inedito salotto che Tato (Guglielmo Sansoni) ha progettato nel 1930 per Italo Balbo; arazzi di Fortunato Depero ed Enrico Prampolini realizzati negli anni Venti e Trenta.


Aperta al pubblico fino al 18 novembre 2018, la mostra sarà accompagnata da un catalogo
con testi dei curatori e schede di approfondimento a cura di Pierpaolo Antonello, Silvia Evangelisti, Nicola Lucchi, Ara H. Merjian, Marco Sammicheli, Jeffrey T. Schnapp. 

lunedì 9 aprile 2018

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943 in mostra alla Fondazione Prada

POST ZANG TUMB TUUUM. ART LIFE POLITICS: ITALIA 1918-1943
Fondazione Prada
Largo Isarco, 2  Milano, 20139
18 Febbraio 2018 - 25 Giugno 2018


Fondazione Prada presenta nella sede di Milano il progetto espositivo “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” dal 18 febbraio al 25 giugno 2018. La mostra, concepita e curata da Germano Celant, esplora il sistema dell’arte e della cultura in Italia tra le due guerre mondiali, partendo dalla ricerca e dallo studio di documenti e fotografie storiche che rivelano il contesto spaziale, temporale, sociale e politico in cui le opere d’arte sono state create, messe in scena, nonché vissute e interpretate dal pubblico dell’epoca.

Con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la mostra indaga il periodo storico tra il 1918 e il 1943 caratterizzato in Italia dalla crisi dello stato liberale e dall’affermazione del fascismo, nonché da una costante interdipendenza tra ricerca artistica, dinamiche sociali e attività politica. Come ha sottolineato Jacques Rancière nel suo libro “Le partage du sensible. Esthétique et politique” (2000), l’arte non esiste mai in astratto, ma si forma e prende forma in un determinato contesto storico e culturale.

Partendo da questo assunto, le testimonianze fotografiche e testuali che sono all’origine della selezione delle opere in mostra, documentano la produzione artistica e culturale del periodo tenendo conto di una pluralità di aspetti e ambienti in cui è realizzata ed esposta: dall’atelier d’artista alle collezioni private, dalle grandi manifestazioni pubbliche alle esposizioni e rassegne d’arte italiana in ambito nazionale e internazionale, dalle architetture ai piani urbanistici, dalla grafica alla prima produzione in serie di arredi.

Secondo Germano Celant, i documenti ritrovati e presentati oggi in questo progetto “sintetizzano la funzione comunicativa dell’opera d’arte, offrono una storia reale, fuori dalla trattazione teorica dell’artefatto”. Funzionano come mezzi di “cultural understanding”, per usare l’espressione di David Summers, che “garantiscono all’oggetto d’arte un territorio particolare, quello di apparire ad un’audience allargata, in determinate situazioni sociali e politiche”.

L’indagine, svolta in collaborazione con archivi, fondazioni, musei, biblioteche e raccolte private, ha portato alla selezione di oltre 600 lavori, tra dipinti, sculture, disegni, fotografie, manifesti, arredi, progetti e modelli architettonici, realizzati da più di 100 autori. In “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” questi oggetti sono introdotti da immagini storiche, pubblicazioni originali, lettere, riviste, rassegne stampa e foto personali per un totale di 800 documenti, così da mettere in discussione, come sostiene Germano Celant, “l'idealismo espositivo, dove le opere d'arte, nei musei e nelle istituzioni, sono messe in scena in una situazione anonima e monocroma, generalmente su una superficie bianca, per riproporle in relazione a una testimonianza fotografica d'epoca e nel loro spazio storico di comunicazione”.
Nella mostra “Post Zang Tumb Tuuum”, l’artefatto, inserito nuovamente nel flusso caotico
dell’esporre, ritorna a essere una materia viva, una costruzione stratificata di significati e possibili interpretazioni.

In questi ambienti, costituiti dall’ingrandimento in scala reale delle immagini storiche, vengono ri-collocate le opere originali di artisti come Giacomo Balla, Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Filippo de Pisis, Arturo Martini, Fausto Melotti, Giorgio Morandi, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Arturo Tosi e Adolfo Wildt, tra gli altri. Si rinnova così l’osmosi tra espressione artistica e aspetti contestuali, come arredi, elementi architettonici, dettagli decorativi e soluzioni allestitive, che permette una conoscenza maggiore delle opere esposte e degli artisti e un’interpretazione più approfondita della storia delle arti in Italia. Si ripercorre così la dialettica tra singoli autori ed esponenti di movimenti, gruppi e tendenze, come Futurismo, Valori Plastici, Novecento, Scuola romana, i cosiddetti Italiens de Paris, il gruppo degli astrattisti e Corrente, che animano un panorama artistico e culturale, caratterizzato da eclettismo e pluralismo espressivi e in cui convivono avanguardia e ritorno all’ordine, sperimentazione e realismo, intimismo e propaganda.

L’attenzione al contesto sociale, politico e vitale si traduce in mostra anche nella presentazione di progetti architettonici, piani urbanistici e allestimenti di grandi eventi quali la Mostra della Rivoluzione Fascista (1932), l’Esposizione dell'Aeronautica Italiana (1934), la Mostra nazionale dello Sport (1935) e l’imponente disegno dell’E42. Alcuni degli esiti più innovativi della concezione architettonica e scenica di questo periodo, come i contributi fondamentali del Gruppo 7, Giovanni Muzio, Marcello Piacentini, Piero Portaluppi e Giuseppe Terragni, tra gli altri, sono veicolati in mostra anche attraverso proiezioni di grandi dimensioni che permettono di restituire criticamente l’imponenza della scala originale e l’impatto comunicativo, propagandistico e celebrativo degli allestimenti dell’epoca, nonché di esplorare il processo di estetizzazione della politica e delle masse attuato dal fascismo.

L’intero percorso espositivo, che si snoda tra galleria Sud, Deposito, galleria Nord e Podium, è scandito da focus tematici dedicati a figure di politici, intellettuali, scrittori e pensatori, come Pietro Maria Bardi, Giuseppe Bottai, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Carlo Levi, Alberto Moravia, Margherita Sarfatti e Lionello Venturi, in cui si analizzano le loro diverse posizioni in un momento di forte radicalizzazione delle idee, di scambio tra le arti e di dialogo o scontro aperto tra le persone. In questo clima l’intellettuale, così come l’artista, sviluppa la  propria autonomia espressiva partecipando attivamente o restando indifferente alle indicazioni del regime, o al contrario, subendone o criticandone, in rari casi, le imposizioni in campo politico, culturale e artistico.

All’interno del Cinema della Fondazione Prada sono proiettati 29 cinegiornali integrali,
selezionati in collaborazione con l’Istituto Luce – Cinecittà, distribuiti nelle sale italiane tra il
1929 e il 1941. I filmati documentano le fasi di allestimento e i momenti di inaugurazione di
alcuni tra i principali eventi espositivi e culturali del periodo. In corrispondenza con la mostra sarà proposta inoltre una rassegna cinematografica che costruirà un dialogo tra film italiani realizzati tra il 1918 e il 1943 e opere cinematografiche dello stesso periodo prodotte in Germania, Unione Sovietica, Regno Unito, Francia, Giappone e Stati Uniti.

La mostra “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” è accompagnata da un volume scientifico di 696 pagine che include più di 1.000 illustrazioni, edito dalla Fondazione Prada. La pubblicazione include il saggio del curatore Germano Celant, 15 testi di studiosi, storici e critici d’arte e architettura come Ruth Ben-Ghiat, Francesca Billiani, Maristella Casciato, Daniela Fonti, Emilio Gentile, Romy Golan, Mario Isnenghi, Lucy Maulsby, Antonello Negri, Elena Pontiggia, Sileno Salvagnini, Jeffrey Schnapp, Francesco Spampinato, Marla Stone, Alessandra Tarquini e un’ampia sezione composta da 64 approfondimenti tematici redatti in occasione della mostra.